Energie rinnovabili: tutto su energia geotermica, biomasse e termocamino

Quando si parla di energie rinnovabili, il riferimento è a tutte quelle risorse in grado di produrre energia reintegrandosi in un arco temporale relativamente ridotto. Oltre all’energia solare e a quella prodotta dal vento (energia eolica), tra le rinnovabili non si possono non nominare l’energia geotermica – generata per mezzo di fonti geologiche di calore – e le biomasse, ovvero insiemi di organismo animali e vegetali presenti in quantità eletta in un determinato ambiente.

Lo sfruttamento delle energie rinnovabili riduce il consumo dei combustibili fossili – altamente inquinanti – rivoluzionando così un mercato sempre più propenso ad accogliere sistemi energetici a basse emissioni, volti a ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente e sul pianeta.

 

Cos’è l’energia geotermica

In estrema sintesi, con energia geotermica si intente il calore "contenuto" all'interno della Terra: una vera e propria forza che può essere sfruttata come fonte energetica per tutte quelle attività umane che richiedono l'utilizzo di energia.

Si tratta di una risorsa molto importante, perché consente di sfruttare una forza naturale inesauribile per generare energia pulita atta a produrre elettricità e calore (e non solo), anche nelle abitazioni private.

 

Impianto geotermico domestico: ecco come sfruttare l’energia della Terra in casa

Così come per l'energia solare e gli impianti fotovoltaici, anche per l’installazione di impianti che sfruttano energia geotermica sono previsti incentivi. In particolare, l'impianto tradizionalmente usato in ambito domestico è quello a bassa temperatura con pompa di calore, che non solo consente di riscaldare l’intera casa, ma permette anche di produrre acqua calda e di climatizzare gli ambienti. Utilizzandolo al posto di impianti tradizionali consente di ridurre i costi in bolletta, a fronte di un costo di installazione che si aggira tra i 15.000 e i 20.000 € per una durata media di 15-20 anni.

 

Impianto geotermico: ecco da cosa è composto

L’impianto geotermico è composto da pompa di calore, sistema di accumulo e distribuzione del calore e sistema di capostazione di calore: va installato nel sottosuolo, e per farlo è necessario calcolare lo spazio necessario per ospitare sia le sonde geotermiche che captano il calore sia l’impianto stesso. Tra i fattori di cui tenere conto per chi decide di installarlo ci sono anche le caratteristiche del terreno e la fattibilità della posa delle sonde sotto il terreno.

Gli ultimi anni, tuttavia, hanno visto la diffusione di nuove tecnologie a pompa di calore: si tratta delle pompe di calore aria/acqua, che sfruttano come fonte primaria l'energia contenuta nell'aria. Si tratta di sistemi sicuramente più economici rispetto al geotermico (circa 8-10.000 euro per un’abitazione di 150 mq) le cui prestazioni differiscono poco da quest'ultimo. L'installazione di tale tecnologia, inoltre, non necessita di costose opere di trivellazione poiché sono costituiti da un'unità interna e una esterna, semplicemente collegate da una linea frigorifera.

 

Biomasse e termocamino: l'approccio green al riscaldamento

Parliamo ora delle biomasse, un’altra fonte di energia rinnovabile sempre più sfruttata in Italia. Definite dall’Unione Europea  come “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”,  le biomasse sono risorse organiche che possono essere utilizzate come combustibili e carburanti: possono provenire da piante (fitomassa), animali (zoomassa) o microbi. Le biomasse più comunemente utilizzate in ambito domestico sono legna e pellet, ricavato dalla segatura e dalle feci essiccate.

L’utilizzo delle biomasse in ambito domestico si concretizza solitamente con l’installazione di un termocamino, ovvero un camino a camera chiusa con uno sportello di vetro termico, che consente di risparmiare sull’energia recuperando il calore prodotto che verrebbe altrimenti disperso attraverso la canna fumaria e che viene appunto alimentato con le biomasse.

 

Le tipologie di termocamino

Il termocamino può essere ad aria o ad acqua: nel primo caso è dotato di più bocchette per l’erogazione dell’aria calda, nel secondo è collegato in modo diretto - o tramite scambiatori di calore - all’impianto di riscaldamento a radiatori o a pavimento. Consente di riscaldare diverse stanze della casa, trasportando l’aria calda attraverso canali di distribuzione e diffusione del calore e di produrre anche acqua calda, eliminando lo scaldabagno e risparmiando così sulla bolletta.

Il termocamino contribuisce inoltre a umidificare gli ambienti, con risvolti positivi sulle vie respiratorie. E’ inoltre semplice da utilizzare e allo stesso tempo arreda la casa consentendo a tutti, anche a chi è impossibilitato a costruire un vero camino, di godere dello spettacolo delle fiamme danzanti nelle mura della propria abitazione.